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Sabato 11 Giugno 2011 11:38

Stanza n°1 : Etna

Scritto da  SiciliaEtnaMare
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La leggenda della nascita dell’Etna

Il vulcano Etna era conosciuto nell'età greco-romana come Aetna, nome che venne attribuito anche alla città di Catania, derivante forse dalla parola greca aitho (bruciare). Gli Arabi chiamavano la montagna Jabal al-burkān o Jabal Aṭma Ṣiqilliyya (vulcano o montagna somma della Sicilia); questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel , e, successivamente, nel Medioevo, in Mongibello, in siciliano  a muntagna. Oggi il nome Mongibello indica la parte sommitale dell'Etna: l'area dei due crateri centrali, i crateri sud-est e nord-est.
La leggenda narra che Encelado, fratello maggiore dei giganti, decise un giorno di compiere la scalata al cielo per togliere il potere a Giove e comandare in sua vece.
 Quando Encelado si arrabbiava, buttava fuori dalla bocca scintille di fuoco, e i giganti minori, che lo temevano e non contrastavano il suo volere, gli obbedirono e si misero subito al lavoro. Per aiutarlo a salire al cielo posero uno sull'altro i cucuzzoli dei monti più alti.
Quando arrivarono al trono di Giove, quest’ultimo scagliò con la sua possente mano un fulmine che infiammò il cielo e raggiunse i giganti accecandoli e rovesciandoli a terra violentemente. Con un altro fulmine, Giove colpì il cumulo delle montagne che rotolarono di qua e di là schiacciando i corpi dei ribelli.
Encelado, ancora vivo, restò sepolto sotto l'Etna, ma non poteva muoversi, né riusciva a scuotere la montagna che gli stava sopra: aveva di colpo perduto la sua forza e sentì ardere nel petto la sua furia repressa. Cominciò a buttare fuori dalla bocca fiamme, faville, fumo e brace, che salirono fino al cucuzzolo dell'Etna, da cui uscirono emettendo un rombo violentissimo. Ma la rabbia del gigante, rimasto immobile sotto la montagna, non si è ancora placata e di tanto in tanto esplode emettendo colate di fuoco.
La tradizione narra anche di quando l'Etna eruttò nel 252, un anno dopo il martirio di Sant'Agata, il popolo di Catania prese il velo rosso della Santa, rimasto intatto dalle fiamme del suo martirio, e ne invocò il nome. A seguito di ciò l'eruzione finì!

Ultima modifica Martedì 14 Giugno 2011 11:00
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