Riposto sorge sul mar Ionio, sulla costa che va da Catania a Messina, e rappresenta uno dei più storici e caratteristici paesi marinari dell'area jonico-etnea. È praticamente congiunta alla cittadina di Giarre, con cui condivide anche la stazione ferroviaria. Possiede un grande e moderno porto turistico denominato "Marina di Riposto" o "Porto dell’Etna" per la sua posizione.
Il nome Riposto, secondo alcuni studi storici, deriva dalla vocazione commerciale della zona, che aveva fatto sorgere un luogo attrezzato quale deposito (per "riporre") per le botti e le merci da spedire via mare. Il mare è sempre stato il principale fattore di sviluppo, anche se, dal punto di vista demografico, le sue fortune furono legate alla nascita e allo sviluppo della Contea di Mascali. In quel periodo, Catania era sovrappopolata e pressava demograficamente il territorio di Acireale, che iniziò a spingersi a nord, verso la ricca pianura mascalese. Parte di quest'insediamento si stabilì nella fascia costiera ripostese ove sorgevano già le "capanne-pagliai" dei pescatori, sparse inizialmente attorno all'antichissimo tempio, forse di origine proto-cristiana chiamato "l'Anticaglia di S. Giovanni" (attuale chiesa Madonna della Lettera). Nacque cosi una nuova comunità che prese il nome di Riposto da "Res Ponere" e si stabilì definitivamente tra il torrente Macchia, il limite sud della palude dell'Auzzanetto e il torrente Jungo, e il limite nord di grandi distese di boschi e vigne. La città divenne presto un punto d'incontro ricco e fiorente di mercanti, pescatori, armatori, costruttori, "sensali", "bordonari" e marinai.
Nella seconda metà del XVII secolo avvenne la trasformazione agraria della Contea da terreno boschivo in vigneto. Le tristi vicende di Messina, turbata negli anni da ribellioni, peste, terremoti, inondazioni, alimentarono una continua emigrazione dei Messinesi nella Contea, dove costruirono la chiesetta della "Madonna della Lettera" e fecero di tutto per far nascere, accanto alle umili capanne di graticci di canne, un paese lineare e parallelo al mare.
Nel secolo XVIII una potente famiglia veneziana, i Pasini, si era stabilita ad Acireale e in poco tempo aveva accumulato un'immensa distesa terriera, e in questa zona operarono una politica di popolamento e svilupparono l'insediamento sparso, attirando manodopera e favorendo la formazione di piccole fattorie. Costruirono nel 1725, a sud dello "Jungo" una loro casa di campagna a cui doveva far capo il secondo nucleo dell'antica Riposto, che prese nome "Scariceddu" (piccolo scalo) per distinguerlo da quello già esistente.
Al limite nord delle terre del "Bosco d'Aci" sorsero alcune case sparse di contadini nel territorio di Carruba. Il nucleo s'ingrandì quando nelle contrade vicine sorsero piccole industrie per la lavorazione del gesso, della calce, dei mattoni e quindi viottoli che portavano alla marina di S. Tecla, Pozzillo, Torre Archirafi. Nel 1855 questo nucleo divenne borgata, e la società Florio realizza a Catania un impianto per l'estrazione dell'alcool dalla polpa del carrubo, e il nobile acese Martino Fiorini donerà il terreno dove sorgerà, nel 1892, l'attuale chiesa intitolata a San Martino.
Nel 1815 la città ottenne, insieme alla vicina Giarre, l'autonomia da Mascali, ma i commercianti ripostesi chiesero presto la secessione delle due città (che allora formavano il comune di Jonia) ,che avvenne nel 1841.
Nel 1820, grazie ad un decreto reale di Ferdinando I di Borbone venne costruita proprio a Riposto una delle primissime scuole pubbliche in Sicilia, la seconda scuola nautica dopo quella di Palermo, intitolata al navigatore siciliano Luigi Rizzo, l'attuale "Istituto Tecnico Nautico Luigi Rizzo" e nel 1906 venne iniziata la realizzazione del porto. Alla fine del secolo XIX si verificò il boom economico di Riposto. A Riposto vi erano le sedi consolari di Svezia, Romania, Norvegia, Uruguay, Francia, Brasile, Grecia, Gran Bretagna. Nel 1885, vi si pubblicava la rivista settimanale "La Sicilia Vinicola".
Anche Riposto ebbe il suo Risorgimento: le nuove idee di libertà e d'italianità trovarono presa in alcune famiglie. L'interprete più combattivo del pensiero mazziniano fu Salvatore Fiamingo che con Salvatore Tomarchio, organizzarono il "Comitato Rivoluzionario Ripostese" che preparò armi, propagandò l'insorgere della servitù.
Riposto visse con entusiasmo l'epopea garibaldina e partecipò all'impresa garibaldina anche con grossi sforzi finanziari, e questo contributo fu così importante che lo stesso Garibaldi, tramite il generale Bixio, s'interessò delle condizioni dell'approdo di Riposto come riportato dal Sindaco Fiamingo nell'inchiesta parlamentare sulla Marina Mercantile del 1881: "... Il generale Bixio constatò e deplorò la dolorosa condizione dei nostri approdi...".
Avvenuta l'unità d'Italia, le condizioni economiche e sociali di Riposto miglioravano sempre più con l'affermarsi di una grossa flotta di velieri e da pesca nonché con lo svilupparsi dei suoi già famosi cantieri navali e con l'opera di costruzione del porto. In questo periodo vennero anche avviate la costruzione di numerose, importanti opere pubbliche. La chiesa di S. Pietro, iniziata nel 1808, aperta al culto nel 1818, completata nel 1865, fu eretta a parrocchia nel 1869. Nel 1895 si otteneva dalla Sacra Congregazione dei Riti la conferma dell'elezione di S. Pietro Apostolo a Patrono di Riposto e nel 1967 veniva insignita del titolo di "Basilica Minore Pontificia". Poi avvenne la costruzione della Chiesa del Carmine, richiesta dalla nobile signora Rosaria Pasini, devota della Madonna della Mercede. La denominazione della chiesa si dovette al seguente episodio: mentre i lavori erano in corso, un operaio cadde da un'altissima impalcatura e, invocando la Madonna del Carmine, nella caduta, si ritrovò indenne in una fossa piena di calce spenta.
Nel 1874 si costruì la piazza S. Pietro, principale piazza cittadina. Il 19 gennaio 1882 il Re concesse a Riposto l'uso di uno stemma civico diviso in quattro parti: in alto, a sinistra, venne raffigurato il sole rosso su fondo oro; in alto, a destra, su fondo azzurro un brigantino veleggiante; in basso, a sinistra, su fondo azzurro, una torre d'argento merlata alla guelfa; in basso, a destra, su fondo oro, un grappolo d'uva color porpora con gambo verde. Lo stemma venne sormontato da una corona formata da un cerchio di muro d'oro aperto da quattro parti sormontato da otto merli uniti da muricciolo d'argento.
Per il grande commercio vinicolo ripostese, con R.D. dell’1 ottobre 1888, s'istituì la Regia Cantina Sperimentale e, con R.D. 15 agosto 1908, la Regia Scuola di Commercio.
Per quanto riguarda i monumenti, sono rilevanti nella Chiesa Madre, dedicata a S. Pietro, le numerose tele, opere di Giuseppe Zacco (XIX secolo), Antonio Bonaccorsi (1826-1897) e Matteo Desiderato (sec. XVIII-XIX): al suo interno è inoltre visibile l'unico organo francese di fine ottocento esistente in Italia e un pregiatissimo pulpito.
Di grande rilievo è anche la Chiesa della Madonna della Lettera, eretta nel 1710 che conserva uno splendido quadro della Madonna con il Bambino, di epoca incerta.
Fonti sitografiche: Sito ufficiale del comune di Riposto; Wikipedia







